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EFFETTI DEL FUMO SUL CERVELLO

La rivista Molecular Psychiatry ha pubblicato uno studio, svolto su oltre 500 persone con più di 70 anni, che aggiunge un ulteriore effetto negativo a quelli già noti del fumo. Si tratta di un assottigliamento dello strato più esterno della materia grigia cerebrale, difficile da recuperare anche smettendo di fumare (secondo i ricercatori servirebbero almeno 25 anni per annullare le differenze in spessore con chi non ha mai fumato).

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Scienziati Ue inventano occhi artificiali per evitare incidenti

Ricercatori europei hanno studiato le modalita' di funzionamento degli occhi degli insetti e hanno progettato e costruito i primi occhi composti artificiali in miniatura perfettamente funzionanti. Il progetto ''Curvace'', coordinato dall'italiano Dario Floreano, ha beneficiato di un finanziamento dell'UE di 2 milioni di euro per mettere a punto occhi di ''insetto'' in minatura che presentano un elevato potenziale industriale nel settore della robotica mobile, dell'abbigliamento intelligente e delle applicazioni mediche.

In futuro, gli occhi composti artificiali potrebbero essere utilizzati in settori in cui il rilevamento panoramico dei movimenti e' fondamentale. Ad esempio, un occhio composto artificiale flessibile potrebbe essere applicato ai veicoli per il rilevamento degli ostacoli (magari durante le manovre di parcheggio, nel caso della guida automatica dei veicoli o per l'individuazione di veicoli o pedoni a distanza troppo ravvicinata), o integrati in microveicoli aerei (micro air vehicles - MAV) per la navigazione basata sul rilevamento visivo senza pericolo di collisione (ad esempio, durante l'atterraggio o per evitare ostacoli, come nelle operazioni di soccorso). Dati la flessibilita' e lo spessore ridotti di tali dispositivi, potrebbero anche essere integrati nei tessuti per fabbricare vestiti intelligenti, come cappelli ''intelligenti'' dotati di sistemi di allarme anticollisione per gli ipovedenti. Inoltre, gli occhi composti artificiali flessibili possono essere apposti sulle pareti e i mobili delle case ''intelligenti'' per rilevare i movimenti (ad esempio per gli anziani nell'ambito della domotica per le categorie deboli, o per i bambini in un'ottica di prevenzione degli incidenti).

L'occhio composto vanta caratteristiche e funzionalita' simili a quelle degli occhi della Drosophila della frutta e di altri artropodi. Lo strumento, piccolo oggetto (12,8 mm di diametro, 1,75 grammi) di forma cilindrica e' costituito da 630 ''occhi di base'', denominati ommatidi, disposti su 42 colonne di 15 sensori ciascuna. Ciascun ommatidio e' composto da una lente (172 micron) associata ad un pixel elettronico (30 micron). Questi sensori hanno proprieta' ottiche avanzate, tra cui un campo visivo panoramico di 180 gradi x 60 gradi e un'ampia profondita' di campo, e si adattano a varie condizioni di illuminazione.

Il progetto Curvace e' stato finanziato nell'ambito del programma aperto ''Tecnologie emergenti e future (TEF)''della Commissione europea. Questo programma aperto, che rientra nella sezione denominata ''Eccellenza scientifica'' di Orizzonte 2020 (il programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE) promuove idee innovative, ossia la ricerca collaborativa a favore di una scienza e una tecnologia pioneristiche ambiziose e ad alto rischio.

Al progetto collaborano cinque istituzioni: l'EPFL (Svizzera), l'Universita' di Aix-Marseille e il CNRS (Francia), l'Istituto Frauenhofer di ottica applicata e ingegneria di precisione (Germania), e l'universita' di Tubinga (Germania) che hanno lavorato insieme per 45 mesi (dal 1* ottobre 2009 al 30 giugno 2013). Lo stanziamento di bilancio per l'intero progetto ammonta a 2,73 milioni di EUR di cui 2,09 milioni provengono dal finanziamento dell'UE.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

immagine Le "mani pulite" degli italiani

Le "mani pulite" degli italiani

Una recente ricerca di Top Doctors (www.topdoctors.it) ha indagato a fondo nell'abitudine degli italiani a lavare le mani, ed è emerso che siamo abbastanza attenti a questa fondamentale pratica igienica, da ripetere - secondo gli esperti - per almeno 5 volte al giorno. Dai dati raccolti, infatti, poco meno della metà delle persone (46%) si lava le mani tra le 5 e le 10 volte al giorno; a cui si aggiungono un buon 15% che, a rischio fobia, ripete l'operazione per più di 10 volte. Quindi, a conti fatti, sei italiani su dieci si comportano positivamente.

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Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Sono questi i tratti del consumatore abituale di sigarette elettroniche in Italia. A tratteggiarli, una ricerca condotta dall'associazione I-Think dal titolo ''Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica'', nella quale vengono presi in rassegna i principali studi scientifici, le disposizioni normative e i numeri relativi alla diffusione della e-cig in Italia e nel mondo. Una ricerca che intende stimolare il dibattito e offrire il proprio contributo verso un percorso normativo che regolamenti la crescente diffusione delle sigarette elettroniche nate in Cina nel 2003 e distribuite in Europa a partire dal 2006.

In Italia, secondo l'ANaFe, l'Associazione nazionale fumo elettronico, i fumatori di sigarette elettroniche sono circa un milione, per lo piu' giovani, che ricorrono alla e-cig in media 9 volte al giorno. E il loro numero e' in costante crescita: nel 2010, infatti, sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, per poi passare a un totale di 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Numeri sui quali ha influito anche la maggiore convenienza economica: per un fumatore medio la spesa annuale e' di 350 euro per le e-cig contro i 1.460 euro per le sigarette tradizionali. In pochi anni si e' cosi' sviluppato un nuovo mercato che conta oggi 1.500 punti vendita (entro la fine del 2013 potrebbero diventare 4 mila), un fatturato che nel solo 2012 ha raggiunto i 350 milioni di euro. Un settore che, tra strutture commerciali e produzione diretta, da' lavoro a 4 mila persone. Mentre a livello globale, il mercato della sigaretta elettronica raggiunge il miliardo e mezzo di euro.

Tra nicotina e aromi, secondo un'indagine Doxa-ISS-Istituto Mario Negri, i consumatori di sigarette elettroniche, sia abituali che occasionali, preferiscono in netta prevalenza le e-cig a base di nicotina (il 69,1% dei fumatori occasionali, il 93% di quelli abituali). Mentre sugli effetti che la e-cig ha avuto in Italia sul consumo di sigarette convenzionali, il 44,4% dei consumatori ha diminuito leggermente il numero di sigarette fumate, il 22,9% lo ha diminuito drasticamente, il 22,1% non ha modificato il proprio comportamento e il 10,6% ha smesso del tutto.

Dati che confermano l'urgenza di approfondire gli effetti sulla salute della sigaretta elettronica e la sua validita' come terapia per smettere di fumare. Questi i nodi della ricerca condotta da I-Think, che prende in rassegna le diverse posizioni assunte a livello internazionale sia dal punto di vista scientifico che normativo, non ancora concordanti nell'assimilare le e-cig a un prodotto farmaceutico o a un prodotto del tabacco. Una situazione delicata e complessa che nasce dall'assenza di trial clinici controllati, indipendenti e di grandi dimensioni, relativi agli effetti sul lungo termine delle sigarette elettroniche.

In particolare, dal punto di vista scientifico in Italia, sono stati condotti diversi studi e altri sono attualmente in via di svolgimento, tra i quali quelli dell'Universita' di Catania e dell'Istituto Europeo di Oncologia sull'uso della sigaretta elettronica per la disassuefazione. Mentre, per quanto riguarda il mercato, nel nostro paese e' totalmente liberalizzato, con obbligo del marchio CE con pericolosita' riconosciuta solo per le sigarette contenenti nicotina e divieto per i minori di diciotto anni - pertanto nelle scuole - oltre a essere sconsigliate alle donne in gravidanza e a quelle che allattano.

Da qui la necessita', secondo I-Think, di predisporre una proposta di legge ad hoc che promuova trial clinici, rigidi standard di produzione, distribuzione e di informazione, lotta al contrabbando, controllo sulle strategie pubblicitarie, divieto per i minori e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Dermatologi, le rughe? Si combattono a tavola

Insalata di zucchine, straccetti di pollo, bollito misto al wasabi, pasta di farro alla mentuccia? Non sono solo succulenti ricette ma vere e proprie panacee contro l'invecchiamento della pelle. Lo afferma la riedizione del libro ''A tavola non si invecchia'' edito da Giunti e a firma di Pucci Romano e Gabriella Fabbrocini in collaborazione con Lorella Cuccarini.

Sempre piu' donne, soprattutto le giovanissime, ricorrono ad ''aiutini'' per cercare di vincere o comunque di ritardare la corsa contro il tempo della loro pelle. Del resto il settore dell'estetica medica e chirurgica non conosce crisi neppure... di questi tempi. Sono in vertiginoso aumento le donne europee che, oltre a creme supercostose, si concedono trattamenti estetici, lifting, filler.

Ma e' proprio necessario ricorrere a questi trattamenti artificiali per mantenere la pelle elastica e luminosa quando in realta' basterebbe seguire alcuni accorgimenti di carattere alimentare? Infatti, si sa, siamo quello che mangiamo ed e' importante dunque, soprattutto nel periodo estivo, iniziare a prediligere gli alimenti che oltre ad aiutarci a mantenerci in forma servono a conservare una pelle giovane e soprattutto sana. Esporci al sole incondizionatamente provoca alla nostra pelle uno stress eccessivo e un invecchiamento precoce secondo quanto dichiara Gabriella Fabbrocini, Docente di dermatologia e venereologia presso l'Universita' di Napoli Federico II: ''L'invecchiamento solare provoca elastosi solare, ossia uno sconvolgimento delle fibre elastiche, collagene e reticolari con conseguente perdita di tono e accentuazione delle terribili rughe''.

Ma, spiega la dermatologa, ''l'invecchiamento della pelle e' imputabile ai radicali liberi, che colpiscono le strutture piu' interne delle cellule danneggiandole e procurando uno stress, cioe' una rottura dell'equilibro all'interno di esse e questo comporta il rilassamento e la formazione delle rughe''. ''L'esposizione prolungata ai raggi solari e' un esempio di stress ossidativo che si compie ai danni della pelle, insieme al fumo di sigarette allo stress psicologico al consumo di alcol a una dieta ricca di grassi animali e all'abuso di farmaci. ''Una delle mosse strategiche per ritardare l'invecchiamento cutaneo e' un'alimentazione ricca di Vitamine A, vitamina E, nonche' minerali come zinco, potassio, selenio e molecole come flavonoidi e carotenoidi veri e propri paladini della giovinezza.

Tutte sostanze - evidenzia l'esperta - che ci permettono di mantenere una perfetta funzionalita' cellulare per proteggere dalle reazioni di ossidazione a catena innescate dai radicali liberi. Non dimentichiamo inoltre che il nostro corpo e' composto per i 2/3 di acqua, fondamentale dunque bere molto. Il consumo e la combinazione di alcuni di essi la scelta della modalita' di cottura, la quantita' degli alimenti consumati possono rappresentare una vera e propria strategia anti aging''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Cibo: la dieta? in coppia e' meglio per 1 italiano su 3

La dieta, si sa, e' un percorso impegnativo che la maggior parte degli italiani teme e rimanda il piu' a lungo possibile. Ma, se la fatica di perdere qualche chilo e' condivisa con il proprio compagno, mettersi a dieta diventa piu' semplice: avere un obiettivo comune, infatti, rende piu' forti e aiuta ad accettare con il sorriso sulle labbra qualche piccola rinuncia a tavola.

La pensa cosi' oltre un terzo (38,2%) degli utenti che hanno risposto al sondaggio del sito www.melarossa.it: dimagrire e' piu' facile se lo si fa in due perche' il pensiero di non essere da soli a lottare contro la pancetta fa crescere entusiasmo e motivazione.

Insomma, l'unione fa la forza, anche a dieta! E non solo perche' si condivide un obiettivo, ma anche perche' affrontare insieme i sacrifici allontana il rischio di sentirsi diversi o incompresi dal proprio compagno, fattori importantissimi per mantenere salda la propria motivazione: ''non c'e' niente di peggio che mangiare un'insalata mentre il tuo compagno divora lasagne e bistecca!'', dichiara il 18,8% degli utenti di Melarossa, riconoscendo che e' piu' facile cambiare le proprie abitudini alimentari se chi ci vive accanto si impegna a fare lo stesso, anziche' criticarci perche' al ristorante ordiniamo solo verdure grigliate (come sottolinea il 2,7% degli utenti).

Il supporto del proprio compagno, insomma, sembra essere una delle chiavi del successo della dieta di coppia, soprattutto quando la tentazione bussa alla nostra porta e la presenza di qualcuno che ci richiami all'ordine diventa fondamentale: per il 10,2% degli utenti, avere un compagno che li aiuti a non lasciarsi andare e ad essere meno incostanti e' un antidoto essenziale agli sgarri, sempre in agguato quando si cerca di dimagrire. E se proprio non si riesce a motivarsi l'uno l'altro e si sgarra entrambi, essere in due e' un modo per sentirsi meno in colpa perche' si e' scivolati sul tanto amato tiramisu' (3,2% delle risposte).

Come dire, mal comune, mezzo gaudio, anche a dieta.

Bellissimo anche festeggiare insieme i chili persi (8,6%), dividersi i compiti (''lui fa la spesa e i cucino'', ha risposto l'1,1% dei votanti), prendersi in giro su chi dimagrisce meno (1,1% delle risposte), una strategia per allentare la tensione e scherzare insieme sui capricci della bilancia, consapevoli che la dieta e' fatta di alti e bassi e che, se una settimana il peso non scende, non bisogna farne un dramma .

Ma c'e' anche il rovescio della medaglia: l'unione che non fa la forza ma, al contrario, indebolisce. Perche' il nostro compagno e' un golosone e finisce sempre per farci sgarrare mandando in fumo tutti i nostri sforzi per dimagrire (14,4% degli utenti), oppure perche' e' cosi' rigido e pignolo che stare a dieta con lui risulta piu' stressante che rinunciare al proprio dolce preferito (2,2%).

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)